Ormai con tutta probabilità sarà approvato dal Parlamento il testo definitivo del Decreto Monti che comporterà la soppressione dell’ obbligo inerente l'adozione del documento programmatico di sicurezza e l’ANDIP non può che rilevare l’ulteriore azione di “scardinamento” della normativa nazionale sulla privacy che sta diventando davvero preoccupante.
Il presidente dell’ANDIP dott. Iaselli osserva che per quanto l’iniziativa possa essere di sollievo alle casse di molte aziende, come conseguenza potrebbe essere letale. Difatti c’è il rischio che le stesse aziende perdano di vista il necessario requisito della sicurezza informatica da rispettare sempre e comunque, tant’è vero che continuano ad esistere tutte le altre misure minime di sicurezza con relative sanzioni in caso di inosservanza. Il DPS è estremamente utile proprio perché consente al titolare dell’azienda o dell’ente di fare il punto della situazione sulle misure di sicurezza adottate e da adottare ed approntare una policy efficace in materia di sicurezza informatica.
D’altro canto, osserva sempre il dott. Iaselli, questo orientamento troppo “semplificatorio” del nostro governo mal si concilia con la politica dell’Unione Europea. Difatti, il recente regolamento proposto dalla commissione europea per sostituire la direttiva 95/46 CE attribuisce grande rilevanza alla figura del data protection officer, che in realtà dovrà proprio assicurare il rispetto della normativa e quindi della sicurezza in materia di protezione dei dati personali.
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